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Commercializzare prodotti italiani in Romania

 



Tutti i segnali economici rilevano che per gli imprenditori italiani c'è ancora un grande spazio di crescita in Romania, uno spazio in cui possono continuare ad essere protagonisti. Questo sia per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti Made in Italy, molto apprezzati dai romeni, sia per ciò che concerne le opere edili, infrastrutturali e le numerose e varie opportunità di partnership legate ai nuovi finanziamenti europei stanziati per il periodo 2014-2020.

Per le nostre aziende in particolare c’è un orizzonte di sviluppo davvero ampio. La Romania con la sua crescita economica significativa, dispone di forza lavoro qualificata a costi accessibili, vanta un sistema fiscale che premia l’iniziativa e dunque gode di importanti finanziamenti europei.

Gli imprenditori italiani sono stati tra i primi ad aver colto le opportunità offerte dalla svolta rivoluzionaria di 30 anni fa, allorquando il Paese si aprì all’economia libera di mercato, e da allora hanno continuato a credere, negli anni, in questa “terra promessa”.

Da allora la presenza italiana si è consolidata e diversificata, fino a coprire l’intero territorio. Oggi le nostre imprese si inseriscono con rinnovato slancio nel nuovo scenario economico in cui i legami tra i due Paesi sono sempre più forti, sia per la forte presenza italiana in Romania, che per la numerosa comunità romena presente nella Penisola.

La Romania è da tempo uno dei più importanti partner dell’Italia dal punto di vista economico. L’Italia continua ad essere, da oltre 10 anni, il principale paese investitore per numero di aziende registrate, con circa il 20% del totale di presenze attive.

Alla fine dello scorso anno in Romania il numero delle imprese a partecipazione italiana ha fatto registrare un ulteriore aumeno del 6,8% rispetto all’anno precedente, arrivando ad oltre quarantamila, di cui circa la metà attive. Nel sono 2016 si sono registrate 1.800 nuove aziende a partecipazione italiana, una media di 150 ogni mese.



Nel 2015 la Romania ha esportato 61,6 miliardi di dollari e ha importato 68,2 miliardi di dollari, con un saldo negativo di 6,57 miliardi di dollari.

Nel 2015 il Pil Romania è stato di 177 miliardi di dollari e il suo Pil pro capite era di 22,1 migliaia di dollari.

Le prime esportazioni in Romania sono Ricambi (4,29 miliardi di dollari), Filo isolato (3,8 miliardi di dollari), Automobili (3,44 miliardi di dollari), Raffinati petrolio (2,03 miliardi di dollari) e Pneumatici di gomma (1,55 miliardi di dollari), con La revisione 1992 della classificazione HS (Sistema armonizzato).

Le sue prime importazioni: Ricambi (2,84 miliardi di dollari), Greggio di petrolio (2,41 miliardi di dollari), Medicamenti Packaged (2,39 miliardi di dollari), Automobili (1,51 miliardi di dollari) e Filo isolato (1,47 miliardi di dollari).

Ma da qualche tempo anche il cibo di qualità rientra nel business delle importazioni. Piace sempre più il “Made in Italy” alimentare, con ingenti ritorni di fatturato per i produttori italiani.

Nella graduatoria dei Paesi fornitori nel primo semestre del 2015 l’Italia è risultata essere al sesto Paese per i prodotti agricoli ed alimentari, (dopo Germania, Ungheria, Polonia, Bulgaria e Paesi Bassi), con un valore di prodotti esportati di 150,8 milioni di euro e una quota di mercato pari al 6%.

I principali prodotti italiani importati in Romania sono tradizionalmente quelli di più largo consumo, come i prodotti ortofrutticoli, le carni e la pasta, ai quali si sono aggiunti, dopo l’entrata del Paese nell’Unione Europea, altri a più alto valore aggiunto, come i dolciari, il caffè, l’olio, i prodotti ittici, i succhi concentrati di agrumi, i vini.

Il Made in Italy gode in tutto il Paese di un’immagine di altissima qualità, ma i prezzi dei prodotti italiani sono ancora elevati per il reddito del consumatore medio romeno.

Nicchie di mercato sono rappresentate dai ristoranti italiani (in costante aumento), dalla comunità italiana e da una fascia di acquirenti locali con maggiore potere di acquisto (calcolabile intorno all’8-10%, su una popolazione totale di 19,04 milioni di abitanti), concentrata nei maggiori centri urbani.

Per quanto riguarda la distribuzione i prodotti di largo consumo (pasta, riso, caffè, olio di oliva, prodotti ortofrutticoli, conserve vegetali, ecc.) hanno una ampia diffusione presso le catene della Gdo.

Gli stessi importatori sono i diretti principali fornitori delle catene della Gdo. In Romania il numero di supermercati, ipermercati e dei negozi tipo discount sono in rapido aumento. In tutto il Paese, il commercio moderno continua a guadagnare spazio a sfavore di quello tradizionale. Stando ai numeri, nel 2015 la grande distribuzione copriva una quota di mercato del 57%, con quote più elevate nelle zone urbane, arrivando a circa il 75% a Bucarest.

Spazio aperto nel settore abbigliamento e calzature.

Euromonitor International rileva che i romeni spendono annualmente circa 2,5 miliardi di euro per abbigliamento e calzature. Si stima che il mercato della moda aumenterà costantemente fino a toccare i 4,2 miliardi di euro nel 2020.

In questo comparto le importazioni provenienti dall'Italia riguardano soprattutto le calzature e la pelletteria, ma toccano una significativa quota di mercanto anche l’intimo e l’abbigliamento casual e sport, destinato in particolare ai giovani e venduto prevalentemente tramite negozi in franchising.
 
 
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