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Costruire in Romania

 



Il settore edile romeno sta vivendo una fase di transizione, che con ogni probabilità lo vedrà riprendere posizioni importanti. Tutti i dati analitici a riguardo delineano prospettive positive per il prossimo triennio. La moderata ripresa sarebbe legata soprattutto al forte sostegno che deriva dai finanziamenti europei, ma anche dagli investimenti provenienti dai fondi pubblici e privati locali, nonché dal previsto rilancio dei crediti immobiliari. Negli ultimi tempi si è assistito ad un calo di un 5% di volume dei lavori di costruzione. Questo è quanto assodato dai dati dell’Istituto romeno di Statistica (Ins). E pensare che il volume dei lavori di costruzione nel 2015 era aumentato di un 10%, dopo tre anni di cadute (-0,2% nel 2012, -0,6% nel 2013 e -6,7 nel 2014), ma la dinamica non è proseguita nel 2016 e il settore è tornato ai numeri negativi nel corso dell'ultimo anno. La diminuzione del settore nel 2016 è dovuta al calo dei lavori di ristrutturazione di edifici (-23,5%) e di costruzione di nuovi edifici (-2,7%), mentre il volume dei lavori di manutenzione e riparazioni correnti ha fatto registrare un aumento del 1,5%.

Per quanto riguarda la tipologia di costruzioni, il volume delle costruzioni di edifici residenziali è aumentato del 12,1%, mentre i non residenziali dell’1,1%; quelle di ingegneria civile hanno registrato un calo dell’11,2%.

Nonostante questo le analisi economiche nel settore immobiliare prevedono una crescita della domanda di spazi residenziali nel prossimo immediato futuro. In tale contesto, si prevede che le società private di costruzioni ed i consorzi, sia romeni che esteri, potranno trovare nuove opportunità per il lancio e la realizzazione di nuovi progetti, fino ad assumere un ruolo decisivo nello sviluppo del settore.

A favorire la ripresa del comparto di certo influirà l’Ordinanza Governativa di Urgenza recentemente adottata che pone le vendite di case e terreni fra i beni esenti di tasse, per le transazioni entro i 100 mila euro, mentre per le restanti transazioni l’ammontare dell’imposta sarà pari al 3% del valore.

A dare ulteriore spinta sarà poi il contributo derivante da un uso importante dell’esperienza acquisita dalle tante società edili romene, unita al know-how delle società europee ed al contributo dello Stato, sia direttamente che in partenariato pubblico-privato. Tutto questo costituirà la base essenziale per lo sviluppo del settore edile romeno nel prossimo futuro. Un quadro che apre nuove opportunità sia per le imprese italiane già operanti o che puntano a lavorare nel settore delle costruzioni e dei trasporti, sia per le altre imprese dell'indotto, con riferimento, in particolare, alla forza lavoro specializzata, all'impiego di materiali di costruzione e delle macchine e mezzi di trasporto da utilizzare per la realizzazione di strade, autostrade, gallerie, ponti, ferrovie e stazioni ferroviarie.

Settore costruzioni

Il prodotto “Made in Italy” per il settore dell'edilizia è molto apprezzato sul mercato romeno.

I prodotti maggiormente richiesti sono marmo lavorato, piastrelle ceramiche, materiali per rivestimenti esterni ed interni, rubinetteria e termosanitari, infissi in Pvc e alluminio, tubazioni e raccorderia in plastica, sistemi di riscaldamento e condizionamento, sistemi di illuminazione.

Elementi di forza del prodotto “Made in Italy” sono il livello qualitativo e i rapporti commerciali consolidati, anche in virtù della vicinanza geografica e delle affinità linguistiche e culturali; un elemento negativo è invece costituito dal prezzo, considerato abbastanza alto per il mercato romeno.

Ottime opportunità di inserimento esistono anche per i macchinari italiani, considerati dagli operatori del settore di alta affidabilità ed elevato livello tecnico.

Il mercato delle costruzioni, stimato a circa nove miliardi di Euro, ha mostrato i primi segni di ripresa nella prima parte dell’anno scorso dopo il calo di circa il 40% registrato nel periodo della crisi finanziaria.

In sostanza questo è un buon momento per evidenziare gli elementi di forza delle imprese italiane. Le opportunità sono create dalle grandi necessità di sviluppo e ammodernamento delle infrastrutture della Romania, considerata anche la buona reputazione di cui gode il “Made in Italy” in loco.

I materiali da costruzione italiani sono molto apprezzati sul mercato romeno. Basti dire che hanno rappresentato nel 2015 il 12,7% dell'import totale di materiali edili dall'UE, per un valore di 63,7 miliardi di euro.

Certo la concorrenza è forte. La Cina si è aggiudicata negli ultimi anni più di un terzo del mercato del granito, mentre la Turchia detiene attualmente più di un quarto del mercato dei marmi e travertini.

È importante, quindi, rinforzare la presenza italiana nel territorio nonché sottolineare la qualità dei materiali e della tecnologia delle lavorazioni italiane.
 
 
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